Dal silenzio - Lettera


Lettere

Il “SI” di Maria

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi, rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”. (Romani 12,1- 2) Il cammino di fede si tesse al ritmo di SI’ e di GRAZIE al Signore: è il filo rosso che imbastisce la nostra vita. Il sì di Abramo a Dio che lo chiama a uscire dalla sua patria; il sì alla promessa della discendenza; il sì più drammatico quando Dio gli ordina di sacrificare il figlio. Abramo si fida di Dio e si abbandona e crede alla sua parola e grida il suo grazie. Maria la donna del SI’ e del GRAZIE nel Magnificat, è il modello di ogni consacrata. Dal sì obbediente, che è sempre croce, al grazie della lode, che è Eucaristia. “Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor. 9,7). Maria chiamata alla missione di Madre del Figlio, pronuncia il suo SI’, il suo FIAT in totale disponibilità alla volontà dell’Altissimo. Sì impegnativo, rischioso, vertiginoso, misterioso, a cui corrisponde il gioioso slancio del suo Magnificat. Il nuovo sì sotto la croce, il grazie della Risurrezione. Il sì della maternità ecclesiale, il grazie per la gloria del cielo. Il “SI’” di Maria, sia il modello, lo stimolo gioioso di tutti i nostri SI’.

Clarisse Monastero S. Bernardino di Montefranco (TR)



Ripensando a quei momenti….

“I giorni del cammino quaresimale sono corsi via veloci, quasi che, quest’anno, il tempo fosse impaziente e non volesse aspettare che la primavera ricoprisse i prati di fiori per far sbocciare il giorno della Risurrezione, generatore di vita nuova ed evento di grazia rinnovatrice. In Monastero la liturgia della Settimana Santa – chiamata la Grande Settimana proprio per sottolineare la sua importanza unica nel corso dell’anno liturgico – viene vissuta con particolare intensità e partecipazione. La Domenica delle Palme ci raduniamo in Coro per l’ora di Terza poi, tenendo tra le mani i rami che le Sorelle dell’orto hanno tagliato dagli ulivi, ci incamminiamo cantando il nostro Osanna lungo il viale ed il chiostro fino a giungere alla chiesa dove, deposta la gioia del momento di festa, ascoltiamo durante la celebrazione eucaristica, la lettura della Passione, fatta a più voci, che culmina nelle parole solenni che ci fanno cadere in uno stupore sempre nuovo per quell’Amore, che per noi “chinato il capo, spirò”. Dalla mattina del giovedì fino al sabato, l’Ufficio del Mattutino è ad ora più tarda per facilitare la partecipazione dei fedeli; entrando in Coro il candelabro triangolare con le candele già accese ci introduce nella antica e solenne liturgia; il canto delle antifone e dei salmi – al termine di ogni salmo viene spenta una delle candele – è seguito dalla lettura delle Lamentazioni di Geremia, il Commento di S. Agostino, le lezioni dalle lettere di S. Paolo e dalla Lettera agli Ebrei proclamate dalla Madre Abbadessa e dalle Assistenti. Nel pomeriggio del giovedì, il refettorio si trasforma nel Cenacolo e, dopo aver ascoltato la proclamazione del Vangelo della Lavanda dei piedi, la Madre ci offre la sua parola che ci indica l’angolatura particolare con cui vivere comunitariamente la Pasqua e infine lava i piedi a dodici monache, ripetendo un gesto che è segno eloquente del servizio alla Comunità. Il Venerdì Santo si esprime nella Via Crucis che percorriamo insieme e nella solenne Azione liturgica dell’Ora Nona che ci immerge nel sacrificio redentore a cui anche noi siamo chiamate a partecipare intimamente attraverso adesione incondizionata alla volontà di Dio. Alla sera, in refettorio, troviamo i tavoli senza tovaglia e guarniti da lunghi rami di rosmarino, mentre la lettrice canta la Passione secondo Giovanni in italiano e il servizio della mensa è svolto dalla Madre Abbadessa e dalla Madre Priora quasi che in questo giorno “chi tiene nel Monastero le veci di Cristo” possa stare in mezzo a noi solo come “colui che serve”. Il sabato tutto si fascia di silenzio, mentre interiormente ed esternamente si compiono gli ultimi preparativi per accogliere la grande gioia lungamente attesa: Sono risorto ed ora sono per sempre con te!.



“Beata Pacis Visio” - Abbazia S. Maria di Rosano


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